Un punto di vista... come tanti!






Carlo ha letto circa centosessanta libri ma, alla fine, insieme ne abbiamo scritti soltanto tre. L’ho stimolato a confrontare migliaia di concetti altrui con ciò che egli riteneva essere “il suo punto di vista”, fino a fargli comprendere che “il punto di vista” non è mai esistito, né potrà mai esistere. 
Il punto di vista è come un aquilone: cambia direzione in base a come soffia il vento. Il punto di vista è come l’onda del mare: appare improvvisa al largo, si innalza in prossimità della riva e infine si infrange e muore, lasciando al suo posto quella stessa acqua di cui era composta, che altro non è che mare… 
Il punto di vista è limitato dal… punto di vista, appunto! Come l’aquilone è limitato dalla corda che lo trattiene al suolo e l’onda è limitata dalla riva, contro la quale dovrà necessariamente infrangersi.

Ogni organismo senziente dotato anche di intelletto (altrimenti chiamato più semplicemente “essere umano”) necessita di avere un suo punto di vista. Necessita di rannicchiarsi e annichilirsi all’interno del proprio punto di vista. Perché per sopravvivere ha bisogno di sentirsi “una persona”, preferibilmente unica, amata, apprezzata. Circondata da confini certi, sicuri, ai quali potersi aggrappare in qualunque momento. 
L’uomo-paguro, così amo chiamarlo, si sente sicuro di sé solo se può portarsi appresso la sua casetta, faticosamente costruita a forza di mettere uno sull’altro i suoi innumerevoli punti di vista, come tanti mattoncini. 

Cosa si prova a non avere punti di vista? Un grande senso di libertà. 
Un perfetto equilibrio con l’armonia universale delle leggi che governano il microcosmo umano e il macrocosmo della manifestazione fenomenica. Non avere punti di vista significa sentirsi in pace con la natura ultima di tutti gli altri esseri umani, indipendentemente dai punti di vista che, come fardelli, ciascuno vuole faticosamente trascinarsi sulle proprie spalle. Significa abbandonare i conflitti, i condizionamenti, le identificazioni, i coinvolgimenti… significa abbandonare la mente! 
Significa riacquistare l’equilibrio perduto, tornando ad essere solo una miriade di minuscole particelle subatomiche che danzano imprevedibili in un oceano quantistico. Che in realtà è tutto ciò che esiste, tutto ciò che siamo!

Qualcuno può obiettare che essere senza punti di vista equivale ad essere dei rammolliti… Visto dal “punto di vista” di quel qualcuno, il ragionamento non fa una piega… Dipende tutto dall’importanza che il vostro punto di vista dà al vostro modo attuale di gustarvi l’esistenza! 
Dunque, continuate pure ad essere schiavi dei vostri punti di vista. Godetevi i vostri battibecchi, trastullatevi con le vostre seriose battaglie per imporre le vostre idee agli altri e compiacetevi, quando ci riuscite. Continuate pure a vivere apparentemente liberi, come onde ed aquiloni. 

Ma, ogni tanto, ricordatevi anche di meravigliarvi dell’immensità dell’oceano, sul quale le onde appaiono per pochi attimi per poi infrangersi a riva… meravigliatevi dell’immensità del cielo, solcato da nuvole libere di vagare nello spazio aperto, 
e da aquiloni, che restano vincolati al suolo da robuste corde. Meravigliatevi dell’infinità del Creato, dove spazio e tempo si dissolvono, dove il vostro punto di vista non ha mai contato niente! 

Jader