Le Assurdità di Essere - Il Condizionatore
Il Condizionatore
«(din-dòn)
Il treno Frecciarossa 9668 di Trenitalia
delle diciannove e cinquanta, proveniente da Napoli Centrale e diretto a Milano
Centrale, è in partenza dal binario dieci. Ferma a Bologna Centrale.»
«Aspetti! aspetti! Sto arrivando!»
Trafelato per la corsa, arrivò al binario
dieci proprio mentre il capotreno stava dando il segnale di partenza. Salì al
volo sull’ultima carrozza pochi istanti prima che le porte automatiche si chiudessero
alle sue spalle. Rimase un paio di minuti fermo nel vestibolo respirando
affannosamente, poi si diresse verso la sua carrozza tenendo in una mano la valigetta
e nell’altra la prenotazione.
Carrozza sei, posto 9A: ancora tre carrozze
da attraversare prima di arrivare alla mia.
Era domenica sera, il treno semideserto.
Dieci minuti dopo la partenza del treno sarebbe iniziata la finale dei
campionati del mondo di calcio, con la Nazionale impegnata a tentare di
conquistare il suo quinto titolo. Chi poteva evitare la partenza lo aveva
sicuramente fatto, per potersi gustare la partita in un luogo più tranquillo di
un treno.
«Mi scusi ma… il 9A sarebbe il mio posto…
lato finestrino. Questa è la carrozza sei, giusto?»
«Ah si, le chiedo scusa! Io ho il posto 8A,
ma mi sono seduto qui difronte per via della direzione di marcia. Sa, viaggiare
all’indietro mi dà un po’ fastidio! Ma se non le dispiace, beninteso,
altrimenti mi sposto subito!»
«No, no, rimanga pure seduto dov’è. A me
non dà nessun fastidio dare le spalle al senso di marcia! Poi, con tutti questi
posti liberi ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta!»
«La ringrazio, lei è gentilissimo. Diretto
a Milano anche lei?»
«Si.»
«Per lavoro, immagino…»
«No, ormai è da tempo che ho smesso di
lavorare. Sono pensionato.»
«Ah, beato lei! E perché si è messo in
viaggio proprio stasera, invece di guardare la partita?»
«Quale partita?»
«La finale del campionato del mondo! Gioca
la nostra Nazionale. Non mi dica che non lo sapeva!»
«Ma va? Si, avevo sentito qualcosa… ma a me
il calcio non interessa!»
«Ah, ma anche chi non è interessato al
calcio non può perdersi una finale della coppa del mondo! È un’occasione unica
che capita una volta ogni chissà quanti anni! Uno spettacolo coinvolgente, che
procura fortissime emozioni!»...